San Francesco, approvati gli interventi di consolidamento
La Conferenza permanente ha dato il via libera agli interventi di ripristino e messa in sicurezza della chiesa di San Francesco a Rivotorto, ad Assisi. L’edificio in stile neogotico, costruito nel 1854, custodisce il “Sacro Tugurio” e ricorda, con l’iscrizione latina sopra il portale “hic primordia Fratrum Minorum”, il luogo in cui i primi frati trovarono dimora. La chiesa fu edificata su impulso di Papa Sisto IV, dopo la distruzione provocata dal sisma del 1832 che cancellò il precedente complesso insieme al convento.
Il piano approvato prevede lavori di restauro artistico sugli apparati pittorici, il recupero degli intonaci decorati, il consolidamento strutturale attraverso iniezioni di rinforzo, oltre a interventi di adeguamento dell’impianto elettrico della navata. Sono programmati anche la sistemazione delle aree esterne, la rimozione delle strutture temporanee di cantiere e la protezione dei beni mobili di valore, con successivo riposizionamento dopo la conclusione delle opere. L’investimento complessivo ammonta a 141.790,28 euro.
Il Commissario straordinario alla ricostruzione post-sisma 2016, Guido Castelli, ha evidenziato che si tratta di “un ulteriore passo nella direzione della tutela del patrimonio culturale e religioso”, ricordando come Assisi si prepari al traguardo degli 800 anni dalla morte di San Francesco, che verranno celebrati nel 2026. Castelli ha sottolineato che la chiesa rappresenta un presidio di spiritualità, ma anche un punto di riferimento per l’identità collettiva del territorio.
Secondo quanto riportato nel comunicato stampa, l’obiettivo è consegnare alla popolazione un luogo di culto sicuro, funzionale e durevole, in coerenza con la strategia più ampia di ricostruzione che interessa i centri colpiti dai terremoti. Castelli ha ringraziato per la collaborazione la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, la Custodia generale del Sacro Convento, la Diocesi e il sindaco di Assisi Valter Stoppini, sottolineando la sinergia istituzionale che ha reso possibile l’avvio degli interventi.
Con questo cantiere si consolida un percorso che unisce memoria, fede e comunità, riaffermando il ruolo di Assisi come capitale spirituale e culturale dell’Umbria e dell’intero Paese.

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