Il Team Vannacci sostiene la memoria di Sergio Ramelli

Il Team Vannacci sostiene la memoria di Sergio Ramelli

Assisi, proposta per intitolare luogo pubblico a Ramelli

Il Team Vannacci di Assisi ha annunciato il proprio pieno appoggio alla proposta, presentata da un gruppo di cittadini, di intitolare un luogo pubblico alla memoria di Sergio Ramelli, giovane studente milanese ucciso nel 1975 a seguito di un’aggressione di matrice politica. L’iniziativa è stata comunicata ufficialmente attraverso una nota, nella quale il gruppo esprime con decisione l’adesione al progetto, ritenendolo “un gesto significativo di pace e riconciliazione”.

Ramelli, classe 1956, venne brutalmente colpito sotto casa sua il 13 marzo 1975 e morì dopo settimane di agonia il 29 aprile dello stesso anno. La sua storia è diventata un simbolo nazionale delle conseguenze della violenza ideologica, e secondo i promotori della proposta, potrebbe servire da monito per le nuove generazioni.

Il testo della lettera inviata al sindaco di Assisi Valter Stoppini sottolinea l’intenzione di “rendere omaggio a una figura che, pur giovane, ha lasciato un segno profondo nella coscienza collettiva”, proponendo l’intitolazione di una via, una piazza o altro spazio pubblico. Il tutto, specificano i firmatari, nel rispetto delle normative vigenti e previo esame della Commissione Toponomastica.

Il Team Vannacci sottolinea come la memoria storica e la promozione di valori come il rispetto reciproco e il rifiuto della violenza siano compatibili con il messaggio universale di pace che contraddistingue la città di Assisi. In tal senso, viene rivolto un invito formale a Consiglieri Comunali, forze politiche e liste civiche di centrodestra affinché sostengano l’iniziativa.

Assisi ha l’opportunità di diventare un esempio concreto di memoria condivisa e valori civili” – afferma Roberto Pierotti, coordinatore del Team Vannacci Assisi – “e la dedica di uno spazio cittadino a Sergio Ramelli costituirebbe un passo importante in questa direzione”.

Il gruppo si è detto disponibile a collaborare con l’Amministrazione per facilitare ogni fase dell’iter istituzionale necessario a portare avanti l’iniziativa.


Il Team Vannacci è un gruppo politico o civico che si rifà al generale Roberto Vannacci, salito alla ribalta nazionale per le sue posizioni espresse nel libro Il mondo al contrario e per il suo stile diretto, conservatore e fortemente identitario.

Il Team Vannacci nasce come espressione territoriale del movimento che sostiene le idee del generale, in particolare nei contesti locali e regionali. In varie città italiane – tra cui Assisi, come nel testo da te riportato – questi team si presentano come comitati di cittadini o formazioni politiche che si propongono di promuovere:

  • Valori patriottici, legati all’identità nazionale e alla tradizione;

  • Sicurezza, legalità e ordine pubblico;

  • Una critica alla “cancel culture” e alla presunta omologazione culturale progressista;

  • Sostegno alle forze armate e alle forze dell’ordine;

  • Difesa della libertà di pensiero, spesso in chiave polemica con il politicamente corretto.

Il generale Vannacci ha anche annunciato la sua discesa in politica, e il “Team” è una delle forme organizzative con cui sta costruendo un consenso di base e una rete territoriale. Tali gruppi possono presentarsi alle elezioni amministrative o sostenere candidati affini.

In sintesi, il Team Vannacci è un’espressione civico-politica vicina alle idee nazional-conservatrici del generale, con l’obiettivo di trasformare la sua popolarità in una forza organizzata sul territorio.

2 Commenti

  1. Pur essendo lontano anni luce dal “pensiero Vannacci” credo che la richiesta possa essere accolta dall’amministrazione comunale proprio perchè Assisi include tutti coloro che sono stati vittime della violenza di qualunque matrice essa sia…la violenza è violenza e non ha colore politico. Però il Team Vannacci dovrebbe chiedere anche di intitolare qualche piazza alle vittime palestinesi.. bambini…anziani.. uccisi mentre cercano di prendere un sacco di farina per cercare di “sopravvivere”…torniamo indietro di 50 anni a Ramelli ma non ci preoccupiamo del massacro di innocenti che vediamo in televisione tutte le sere comodamente seduti a tavola a riempirci la pancia più di quanto sarebbe necessario mentre i bambini palestinesi muoiono di fame….spero veramente ci sarà una “giustizia divina” ad attenderci.

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*