Il cammino musicale fa tappa a Nocera Umbra per il santo
Nocera Umbra, 22 maggio 2026 – Il turismo lento e la grande tradizione della musica polifonica si fondono nuovamente nel cuore verde d’Italia. Sabato 30 maggio, a partire dalle ore 17:30, la frazione montana di Bagnara ospiterà un appuntamento di profondo rilievo spirituale e culturale. La rassegna itinerante giunge alla sua tredicesima edizione, confermando la propria vocazione di cammino cantato che unisce i luoghi sacri legati al francescanesimo sparsi tra i territori di Umbria, Marche, Lazio e Toscana. La manifestazione acquisisce quest’anno un valore storico straordinario, inserendosi nel programma delle celebrazioni per l’ottocentesimo anniversario della morte del poverello di Assisi, come riporta il comunicato stampa della Corale Santa Cecilia Nocera Umbra. La tappa intende rievocare le ultime, drammatiche ore di vita del santo, quando, gravemente malato, lasciò il borgo appenninico per intraprendere il viaggio di ritorno verso la sua città natale. I canti e i silenzi della montagna accompagneranno la memoria di quel tragico transito medievale.
Al centro della giornata vi sarà un momento di forte impatto emotivo dedicato alla figura di Giovanni Raspa, recentemente scomparso in modo tragico. L’uomo era noto alle cronache locali come Conestabile e infaticabile promotore della Cavalcata di Satriano, la storica rievocazione equestre che ogni anno ripercorre fedelmente il tracciato dei cavalieri assisani inviati a recuperare il frate moribondo. Gli organizzatori e l’intera comunità locale si stringeranno nel ricordo di una personalità che ha dedicato l’intera esistenza alla valorizzazione della memoria e delle radici francescane del territorio. L’evento speciale ha ottenuto il patrocinio del Comune di Nocera Umbra e dell’Associazione Regionale Cori dell’Umbria. Inoltre, l’iniziativa si realizza grazie al contributo economico garantito dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno e alla collaborazione attiva di due importanti realtà sociali locali, ovvero il Circolo Bagnara A.P.S. e l’Universitatis Bagnariae, impegnate nel presidio logistico e nell’accoglienza dei pellegrini e dei visitatori.

I momenti salienti della rassegna musicale si svilupperanno all’interno della suggestiva cornice della chiesa di Sant’Egidio di Bagnara. L’antico edificio sacro vedrà l’esibizione alternata di tre formazioni di alto livello artistico. Ad aprire le esecuzioni sarà la Corale Santa Cecilia, formazione della città ospitante guidata dal maestro Simone Marcelli. Subito dopo saliranno sul palco due autorevoli compagini polifoniche provenienti da Perugia, la Corale Polifonica Felciniana, sotto la direzione del maestro Chiara Franceschelli, e il Coro Stone Eight, diretto dal maestro Alberto Bustos.
Il repertorio selezionato per l’occasione spazierà dalla musica sacra antica alle composizioni corali contemporanee ispirate ai temi del Cantico delle Creature. La presenza contemporanea dei tre cori permetterà di offrire un panorama sonoro variegato, capace di valorizzare l’acustica naturale della struttura religiosa e di favorire un clima di intensa concentrazione e meditazione collettiva per tutti i partecipanti.
A conclusione delle esibizioni soliste all’interno della chiesa, i tre gruppi si sposteranno all’esterno per dare vita a un atto finale ad alto valore simbolico. I cantori si dirigeranno verso la sorgente del fiume Topino, un luogo naturale fortemente legato all’acqua e agli elementi del creato così cari alla predicazione del frate assisano. Qui i cori si uniranno in un grande abbraccio musicale collettivo, intonando all’unisono un inno di lode che intende omaggiare lo spirito del patrono d’Italia.
La vicinanza tra la sorgente d’acqua e la rievocazione storica assume un significato profondo, richiamando i testi poetici scritti dal santo e offrendo un momento di riconciliazione tra uomo e natura. I promotori invitano appassionati di escursionismo, amanti della musica e fedeli a prendere parte a questo cammino di fede e arte, pensato per rinsaldare i legami comunitari e per mantenere vivi i valori della solidarietà e del rispetto dell’ambiente in un contesto paesaggistico intatto.

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