Mario Bellini su UniversoAssisi si ha sensazione di navigare a vista

Mario Bellini su UniversoAssisi si ha sensazione di navigare a vista

Mario Bellini su UniversoAssisi si ha sensazione di navigare a vista

Lo scorso anno, proprio su queste pagine, dopo le numerose critiche piovute su “UniversoAssisi”, scrissi che era stato piantato un seme e bisognava aspettare il suo germoglio. Ora a “bocce ferme” dopo la terza edizione, mi sento anch’io propendere verso coloro che lo hanno giudicato sfavorevolmente.

Ma la mia critica non è per l’iniziativa in sé, lodevole in quanto introduce nella nostra città una proposta laica che da sempre andiamo cercando, bensì per come è stata gestita finora.

Si ha la sensazione di navigare a vista; i luoghi deputati agli spettacoli dal Mortaro allo stesso campo sportivo, rimasti entrambi deserti, scelti più per creare scalpore che non per ragioni oggettive. Persino le tavole rotonde nella piazza comunale sono state disertate e ridotte a semplice accessorio nel marasma di turisti inconsapevoli e frettolosi come lo sono i nostri.

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Nonostante tutto, seguito a crederci a patto di rivedere e rielaborare, l’impianto generale: la parola d’ordine, secondo me, è Umiltà. Umiltà nello scendere dai propri scranni e confrontarsi con la gente. Non sono necessarie le solite tavole di soloni selezionati che, come si vede, ci hanno portato questi risultati e voglio aggiungere che non sono d’accordo anche con chi pensa che Assisi non sia pronta o adatta ad ospitare una manifestazione sul “contemporaneo”.

Abbiamo un “genius loci” che il mondo ci invidia ma non siamo capaci di valorizzarlo. Un altro errore da evitare, è quello di andare verso le soluzioni prospettate dall’Assessore Simone Pettirossi, (rassegna di musica antica, stagione di teatro estivo, proiezioni cinematografiche, concerti di cantanti, artisti di strada ecc. ecc.) che ci includerebbero nel calderone di feste e festival di cui la nostra penisola è gremita.

Un esempio da seguire su tutti, e concludo, è Giffoni Festival dove da un’idea dell’allora diciottenne Claudio Gubitosi, è nato il più importante festival di cinema per ragazzi dell’intero globo. Utopia, fantasia, un po’ di follia questo è il menù da cercare. Personalmente qualche idea ce l’avrei, basta chiedere.

 

6 Commenti

  1. Quando un imprenditore fa impresa rischia in proprio e se sbaglia deve per forza rivedere immediatamente i propri progetti. Un fallimento è sprone a migliorare. Questi politici (ma è meglio definirli politicanti) continuano a spendere stupidamente soldi pubblici nonostante i fallimenti siano palesi per non ammettere che hanno fallito. Benedette poltrone… Dal fascino irresistibile per chi non è nulla come persona… Chissà cosa c’è dietro? Mah… Auguri.

  2. Anch’io sono per un’Assisi laica clerical-free…. Alzano muri chiudono strade, piazze, prati, si fanno pagare il ticket solo per passeggiare in un parco (l’invenzione del Bosco di San Francesco rasenta la genialità naturalmente in negativo) poi difronte le telecamere dichiarano angelicamente (padre Fortunato) che bisogna guardare il prossimo come ad un proprio fratello. Penso che, dato il soggetto, si riferiva a Caino ed Abele. Comunque complimenti a Bellini…. se son rose fioriranno?

  3. Caro Mario, hai ragione a porti il problema di Universo in maniera così appassionata. Il calore umano e la fiaccola di quel genius loci che tu evochi sono le qualità che più mancano al Festival. Potremo pensarla poi in maniere anche fra loro diverse, ma condividere questo semplice, e “umile”, presupposto è essenziale per riempire di vita e di sole un Universo, per ora, spento e freddo.
    Poi, poi tante proposte possono germogliare, a cominciare dalle colpe gravi di un Festival che si rispetti, che non può andare senza cinema e senza grandi, vere mostre.
    E’ un compito che la cultura assisana, sganciata completamente dalla politica e dai partiti, deve sentire proprio per poter sperare che, col tempo, questo o quello della prossima amministrazione, si possa operare con successo sulla formula rinnovata.
    Io comincerei a riformulare radicalmente tutto fin da ora, per non esporre Universo alle inevitabili opere di demolizione che, in un verso o nell’altro, farà la prossima amministrazione.

  4. Caro Maurizio, sempre più spesso mi trovo d’accordo con i tuoi pensieri, devo cominciare a preoccuparmi? Scherzi a parte trovo interessante la tua analisi riguardo la “riformulazione” del tutto io la definirei anche una seconda partenza. Nell’atletica ci sono le false partenze la prima volta l’atleta viene ammonito, la seconda squalificato. Mi sento di dire che siamo ancora alla prima fase ma, caro amico, qui viene il bello! Sarà capace questa Amministrazione di trovare quell’umiltà che invocavo nel mio intervento? Certo è che sarebbe da irresponsabili proseguire su questo binario e far terminare una così stimolante iniziativa.

  5. E’ un problema culturale di fondo, la cultura deve trovare il modo di rendersi autonoma rispetto alle linee politiche. Finché non ci sarà questa trasversalità culturale e questa presa di posizione del Festival come di qualcosa appartenente a tutto il territorio comunale (sul serio, però, non delocalizzando quattro concerti nei comuni limitrofi!) il genius loci non verrà fuori.
    E, da ultimo, non bisogna sottovalutare la possibilità che gruppi autonomi, durante l’anno, creino eventi culturali sentiti e veri, in modo tale da dimostrare che il superamento di Universo ha chances molteplici e disseminate tra le energie culturali della città non legate pregiudizialmente a nessun interesse politico o partitico, clericale o massonico.

  6. Con altrettanta “Umiltà”, mi associo a quanto scritto da Mario Bellini ed i commenti di Maurizio Terzetti e dello stesso Bellini.
    Che Universo Assisi sia radicalmente da riformare oramai lo sanno pure le pietre.
    Le desiderata di Maurizio Terzetti, slegare la politica dalla cultura, sarebbe cosa buona e giusta. Dato il bilancio ragguardevole delle tre edizioni della manifestazione, è difficile scindere gli interessi politici laddove c’è tanto danaro. Andando ad esaminare “per tabula”, cioè attenendomi alle delibere pubblicate, è evidente che il coacervo di piccole e grandi prebende distribuite, la politica vi è dentro fino al collo. È evidente e, mi si passi il termine, nauseante. Invece, come evocato ut supra, ciò deve essere un imperativo. Non vorrei essere pleonastico e al contempo appropriarmi di frasi altrui, ma è ovvio che la manifestazione rischierebbe di essere neutralizzata dalla prossima Amministrazione che, rebus sic stantibus, non è facile vaticinare che sarà radicalmente differente da quella odierna.
    Il mio contributo alla discussione, se tale lo si può definire, è quello che con il badget di questa ultima manifestazione, che come evocato da Mario Bellini non è di certo mancata l’umiltà, si poteva fare meglio e non come si è fatto, con eventi, aggiungo io strampalati, e in un certo senso reiterati, accostati e sparpagliati come semi da un maligno seminatore.
    Creare un qualche cosa che non sia solo sperimentalità, dissonanze culturali, ma accessibili anche da chi non fa parte della c.d. élite culturale, sarebbe auspicabile. La fase partecipativa “non dei soliti soloni” (cito a memoria) sarebbe pure essa auspicabile, anche se fin’ora, sepour in altri contesti, non è che abbia avuto esito positivo. Ahimè, noto tutt’altro atteggiamento.
    L’aver evocato da Mario Bellini il “Giffoni Film Festival” di Giffoni Valle Piana (SA), è stato ed è un qualcosa che ha trasformato negli anni, un anonimo borgo, in una realtà internazionale, con ricadute economiche e di immagine non indifferenti creando a sua volta un “genius loci” che poi è stato fucina di altre interessanti manifestazioni ed eventi culturali che si svolgono tutto l’anno.
    Il tutto dura e si implementa a “prescindere” dalla casacca indossata dagli Amministratori che passano.
    Mi fermo qua, in quanto non ho l’autorevolezza e la preparazione di chi mi ha preceduto.
    Auspico cose migliori.

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