Marco Cosimetti, su ex Tacconi, politica non può speculare sulla salute

Su una questione spinosissima interviene il candidato sindaco del centrodestra

 
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Cosimetti, su ex Tacconi, politica non può speculare sulla salute

Marco Cosimetti, su ex Tacconi, politica non può speculare sulla salute

«Lunedì prossimo porterò all’attenzione del ministro dello sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, il caso delle ex Fonderie e Officine Meccaniche Tacconi, oggi F.A. Spa, per provare a risolvere una volta per tutte questa annosa vicenda. L’arrivo del ministro ad Assisi sarà un’occasione importante e non casuale per parlare di questo tema, che non può essere affrontato con superficialità o a colpi di spot elettorali». Sono le parole di Marco Cosimetti, candidato sindaco del Centrodestra di Assisi che torna sulla questione spinosa, anzi no “spinosissima”, della ex Tacconi e dei disagi social e ambientali che, secondo alcuni, creerebbero alla comunità Angelana.

I titolari della FA Spa, ex Tacconi, fanno chiarezza sulle emissioni

«Non serve a nulla infatti – dice Marco Cosimetti -, fare ordinanze a poche settimane dal voto per il rinnovo del consiglio comunale: se un sito produttivo è insalubre o insicuro per la salute pubblica, un sindaco ha il dovere di chiuderlo o intervenire per tempo, essendo la massima autorità sanitaria del suo Comune. Altrimenti si tratta di tentativi volti unicamente a strizzare l’occhio al comitato civico dei residenti della zona».

  • La politica non può permettersi di speculare sulla salute

«E la politica – scrive ancora in una nota – non può permettersi di speculare sulla salute, ingigantendo o sminuendo l’entità di un problema. Prima di parlare di delocalizzazione, inoltre, che è un tema piuttosto complesso, bisogna ricordare che il Comune di Assisi è tra gli enti che hanno sottoscritto un concordato volto al risanamento dei conti dell’azienda, che non prevede nè fa cenno a una possibile delocalizzazione».

  • C’è stata unicamente un’intenzione della sindaca uscente

«A riguardo, fino ad oggi, c’è stata unicamente un’intenzione della sindaca uscente – commenta caustico – e risalente al 2019, che apriva all’idea di un trasferimento nel Comune di Cannara, ipotesi rimandata al mittente dal primo cittadino Fabrizio Gareggia, peraltro neanche invitato al tavolo convocato per discutere sul tema. Ora, se questo problema deve essere affrontato e risolto seriamente- aggiunge in chiusura -, è mia intenzione coinvolgere le massime istituzioni nazionali e regionali, affinché si percorrano tutte le strade opportune e sostenibili per coniugare gli interessi dell’azienda, il futuro dei lavoratori e la salute pubblica».

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