Il ricordo di Nazareno al Circolo Laudato Si’ di Assisi

 
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Il ricordo di Nazareno al Circolo Laudato Si' di Assisi

Il ricordo di Nazareno al Circolo Laudato Si’ di Assisi

Ieri sera, nella Casa “Regina della Pace” di Assisi, si è tenuto un intenso momento in ricordo di Nazareno Santucci, scomparso il 27 luglio dello scorso anno. L’incontro, è stato organizzato dal Circolo Laudato Si’, che fa parte della rete globale del Movimento Cattolico Mondiale per il Clima. Proprio nella casa che ha accolto Nazareno a fasi alterne dal 1985 fino al mese di giugno del 2019, è stato organizzato per salutare il nuovo anno nel segno dell’ecologia integrale.

Ecologia non solo intesa in senso “ambientalista”, ma in senso “integrale”, con una attenzione speciale alle relazioni tra le creature, il Creatore, e i poveri più fragili. La Casa “Regina della Pace” è stata scelta, proprio perché luogo feriale di questa accoglienza dei più fragili, nel silenzio della vita quotidiana.

Qui infatti, ogni giorno, vengono ospitati pellegrini, persone bisognose di un tetto o di un abbraccio, con uno sguardo interculturale e fondato sulla gratuità.

Così ci ha detto Fra Carlos Acácio Goncalves Ferreira, OFMCap, padre spirituale del Circolo: “La Casa Regina della Pace è diventata per me un punto di riferimento di umanità e di coerenza tra i principi cristiani e la pratica. Infatti ho toccato con mano la generosità disarmante di questo luogo dove chi arriva si sente subito a casa. Tiziana la fondatrice e coordinatrice della Casa, è animata dal desiderio ardente di collaborare alla costruzione di una società più fraterna e solidale. Qui la dimensione spirituale dell’uomo non viene trascurata, come neppure la dignità dei fratelli animali e di tutto il Creato. L’attenzione al prossimo, all’ambiente, alla preghiera, al cibo sano rendono la “Casa Regina della Pace” unica nel suo genere e un punto di luce nel panorama della Città della Pace, Assisi. Un posto che fa onore a S. Francesco e non lascia indifferente chi lo conosce”.

Dall’incontro di ieri sono emerse delle storie molto toccanti, raccontate da Tiziana Vigani e Rosaria Scognamiglio della fondazione “Casa Regina della Pace”. Storie di una quotidianità rivestita di dignità, sia per Nazareno – da quando dormiva nei bagni pubblici fino alla sua lenta e lunga malattia – sia per il suo inseparabile amico Birillo, il cagnolino che lo accompagnava tra i vicoli di Assisi. Ma c’è stato spazio anche per il racconto di altre storie, tra le centinaia di questi 25 anni di accoglienza. C’è stato spazio per la memoria di Nando, di Giorgina, di Charlot, di Elena, Francesco. Poi anche Romeo, la Faustina, Joannes.

“È un campo di battaglia. Siamo come in un ospedale da campo, sempre pronti in una società che semina sofferenza, ingiustizie e povertà di ogni tipo. Questo è lo spirito che anima, in mezzo a tante gioie e difficoltà, le nostre azioni. Accogliamo perché una casa, se non per dare un tetto, da mangiare, e scambiare parole, a cosa serve? I poveri ci stanno salvando, sia nella bellezza della vita di ogni giorno, sia contro i pregiudizi, anche dopo tanti anni da vicende giudiziarie concluse in cassazione con l’archiviazione e il pieno risarcimento di tutto. Non vedo tutto questo dramma nell’accogliere, bisogna solo stare un po’ attenti, con lo spirito bello del lontano ’68, e il respirare l’aria di Francesco, la sua semplicità, proprio a pochi metri da cui ottocento anni fa, lui stesso ebbe il coraggio di abbracciare il lebbroso. I lebbrosi di oggi siamo noi, sono anzitutto io, e tutte le persone che escono fuori dagli stereotipi. Coloro che vengono giudicati solo perché diversi. Questa Casa ci chiama a vivere connessi, in una casa c’è la possibilità di vivere il Vangelo in maniera immediata”. Questo ci ha detto Tiziana, a margine del bel momento vissuto insieme, quando ormai il figlio e il nipote di Birillo dormivano sul pavimento a fianco a noi.

Con lo spirito che ci insegna il Vangelo, nel gesto del buon Samaritano che fascia le ferite del malcapitato, versando vino e olio, e dando di tasca propria il necessario all’albergatore. Il vino della gioia, che abbiamo respirato ieri nella piacevolezza dello stare insieme, e l’olio della consolazione che si legge negli occhi degli ospiti della casa.

Approfittiamo per augurare a tutti i vostri lettori i più sinceri auguri di un anno 2020 in cui ciascuno possa compiere il sogno di Dio.

Laudato si!

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