Una dimora per il falco pellegrino, sulla torre campanaria

Una dimora per il falco pellegrino, sulla torre campanaria

Una dimora per il falco pellegrino, sulla torre campanaria

I Carabinieri forestali di Perugia e il Comune di Assisi hanno installato una cassetta nido sulla Torre Campanaria in piazza del Comune per favorire la presenza permanente del falco pellegrino in città. I numerosi avvistamenti diretti, infatti, sia sulla Torre Campanaria che presso gli altri monumenti di Assisi di esemplari adulti, lasciano intuire che la specie sia alla ricerca di un sito di nidificazione.

Il falco pellegrino è in forte espansione numerica negli ultimi 20 anni in tutto il territorio nazionale; questa specie particolarmente protetta dalla legislazione nazionale e dalla Convenzione di Washington (più nota con l’acronimo di CITES), frequenta abitualmente falesie e ambienti rupestri per la nidificazione ma in Italia dopo aver colonizzato tali luoghi, siti naturali di nidificazione, ha esteso il suo ambito in molte grandi città italiane nidificando su campanili, muri, edifici e manufatti umani. La cassetta nido è stata gentilmente offerta dalla ditta PM Falconry di Paolo Massarutto di Cordenons (PD) specializzata nel settore.

Con questo intervento si cercherà di favorire la nidificazione e quindi la permanenza del rapace nel centro storico di Assisi perché come è noto nei centri urbani i piccioni e anche gli storni non si palesano se nelle vicinanze c’è il falco pellegrino.  Quindi la sua presenza garantirà un equilibrio e quindi una minore incisività dei piccioni con positivi risvolti di ordine sanitario e di conservazione dei monumenti nella Città Serafica.

3 Commenti

  1. E’ improbabile la nidificazione del falco in questo luogo dal momento che i nostri cieli sono affollati da cornacchie, questi corvidi sono acerrimi nemici dei falchi e si coalizzano per dare loro la caccia e/o allontanarli. Dal momento che non sono una specie autoctona (qui da noi sono comparsi solo da qualche decennio), bisognerebbe “bonificare” l’area o almeno tenere sotto controllo la popolazione.

  2. E’ improbabile la nidificazione del falco in questo luogo dal momento che i nostri cieli sono affollati da cornacchie, questi corvidi sono acerrimi nemici dei falchi e si coalizzano per dare loro la caccia e/o allontanarli. Dal momento che non sono una specie autoctona (qui da noi sono comparsi solo da qualche decennio), bisognerebbe “bonificare” l’area o almeno tenere sotto controllo la popolazione..

  3. Spero che Mario abbia torto, sopratutto perchè siamo stanchi di vedere e sopratutto sentire tutti i giovedì notte (nel pieno del sonno di un normale cittadino) i rumori molesti che i “pulitori” di escrementi di piccioni emettono in centro storico.
    Mi piacerebbe anche conoscere il costo di tali interventi che credo non siano proprio a buon mercato e sopratutto se non ci sia altro modo di limitare il proliferare della tribù dei piccioni che oltre che fastidiosi per gli escrementi che rilasciano, sono anche portatori di malattie.

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