60 anni fa la prima Marcia della Pace, oggi la guerra in Ucraina

 
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Assisi Marcia della Pace

60 anni fa la prima Marcia della Pace, oggi la guerra in Ucraina

Certamente, Domenica 10 Ottobre dello scorso anno, non avremmo mai pensato e creduto che oggi il mondo intero avrebbe dovuto assistere con dolore e paura alla guerra in corso (Russia-Ucraina). Quella ventosa Domenica di Ottobre, con le giuste e doverose accortezze ed attenzioni mentre camminavamo in quelle strade, paesi che da Perugia portano ad Assisi, quei luoghi che il 24 settembre del 1961 furono spettacolo vivente e testimonianza della prima Marcia della Pace e della Fratellanza fra i popoli tra Perugia e Assisi, non avremmo mai pensato all’imminente “Guerra”, ma stavamo donando i nostri passi di Pace per la Pace.


di Claudia Travicelli


Noi, come fece anni fa il principale promotore di quel grande e significativo evento Aldo Capitini, che da sempre si batté affinché la marcia fosse una testimonianza vivida a favore della nonviolenza, della Pace e della solidarietà tra i popoli. In quei momenti, nella giornata dello scorso 10 Ottobre, nei nostri passi abbiamo condiviso e ricordato esperienze di vita vissuta durante le varie edizioni della “Marcia della Pace” e mai avremmo voluto pensare a questo esodo biblico, alle lunghe code, decine e decine di chilometri di persone costrette a lasciare le loro case, le loro vite per scappare verso la salvezza. Nella nostra Regione, camminando per la Pace nelle città che sono storia e bellezza, mai avremmo immaginato del dolore e della paura dei 400mila minori che vivono nelle aree ad “alto rischio” nell’Ucraina orientale.

Durante quella Marcia della Pace, come da anni sono presenti, ho incontrato gli amici Caterina ed Ezio Catalano, che attendono il ritorno del loro figlio Fabrizio scomparso a 19 anni, sul sentiero francescano, ad Assisi, il 21 luglio del 2005. Da Collegno (Torino) in Umbria, da Perugia ad Assisi per la Pace e la speranza, per poter capire, captare con gli occhi di due genitori dal cuore grande ogni piccolo segnale. Con loro durante quel 10 Ottobre, che oggi possiamo dire neanche cinque mesi fa abbiamo parlato di Pace, abbiamo ricordato con speranza ed amicizia e mai avremmo voluto pensare a cosa stanno passando in queste ore in Ucraina i piccoli senza genitori e i tanti bimbi malati. Mai avremmo voluto pensare a quei bambini che sono sempre i primi a pagare la guerra, quelli che si trovano nei tanti orfanotrofi.

Per anni l’Ucraina infatti è stato uno dei Paesi che più hanno favorito l’adozione internazionale. Negli ultimi tempi meno, visto che Kiev ha puntato su di un, a volte complicato e fallimentare,affido alle famiglie locali, ma nelle decine di orfanotrofi Ucraini vi sono ancora migliaia di bambini e adolescenti in attesa di una famiglia. Con Caterina ed Ezio Catalano e con tutti coloro che hanno marciato con noi durante le tante Marce della Pace, non avremmo voluto e pensato mai ai tristi momenti che oggi sta vivendo il popolo Ucraino, uomini, donne, ragazzi e bambini, basti pensare che nel Donbass il fronte più caldo della guerra, per qualcuno … inizio di un sogno per ricostruire l’URSS … esistono moltissimi istituti che ospitano bambini orfani o tolti alle famiglie non in grado di farli crescere.

Lo scorso 10 Ottobre pensavamo ad un’edizione speciale quella della Marcia Perugia-Assisi per la Pace e la fraternità, un percorso compiuto in 60 anni, vissuto con gli ideatori dell’iniziativa, con singoli cittadini, gruppi, associazioni, diocesi, scuole, enti locali e sindacati.

Sessant’anni dall’inizio di quel cammino, era il 24 settembre 1961, quando grazie al perugino Aldo Capitini, filosofo, politico, antifascista, poeta ed educatore, tra i primi in Italia a raccogliere e teorizzare il pensiero nonviolento gandhiano, diede inizio a questi lunghi ed indimenticabili momenti. Edizioni di Marce pacifiche e non violenti, dove la vicinanza con i popoli è data dalle persone, dai fatti e non dagli slogan.

Da quelle Marce si tornava a casa più ricchi dentro, dall’ultima Marcia il cui tema era“I Care”: io mi prendo cura, Flavio Lotti, che ringraziamo, organizzatore della Marcia e Coordinatore nazionale della Tavola della Pace ci ricordava le parole di don Milani “Mi interessa, mi assumo la responsabilità”, oggi più che mai dobbiamo farle nostre e cercare chi più e chi meno, di aiutare chi in questo momento soffre a causa della e delle terribili Guerre. Mentre sto scrivendo e cerco con umiltà di raccontare questo mio pensiero, arrivano notizie di conflitto in tempo reale: forti esplosioni a Kiev, colpito l’aeroporto. Accerchiate anche Kherson e Berdiansk.

È la notizia di poche ore fa, un autobus con targa ucraina con circa 50 persone a bordo, donne e bambini e due uomini, di cui uno è l’autista, in fuga dalla guerra è giunto al confine di Fernetti (Trieste). Dopo i doverosi e regolari controlli di frontiera entreranno in Italia per andare a casa di amici o di conoscenti, prevalentemente al Nord tra Brescia, Vicenza, Milano, alcuni sono diretti anche a Roma.

Intanto, il leader russo Putin ha ordinato la messa in stato di allerta del sistema di deterrenza nucleare, minacciando “conseguenze come non se ne sono mai viste nella storia”. Noi camminatori in cerca di Pace, non avremmo mai pensato di dover ricordare nella data odierna i 6 bimbi nati nei rifugi antiaerei negli ultimi tre giorni, dall’inizio dell’aggressione militare russa. E ancora notizie, a Kiev le mamme mettono degli adesivi sui vestiti dei loro figli, col gruppo sanguigno.

 

Negoziate! Negoziate! Negoziate!

Anche noi nel nostro piccolo facciamo proprio l’appello di Papa Francesco a partecipare tutti, credenti e non credenti, alla Giornata di digiuno per la Pace, che si svolgerà il prossimo 2 MARZO. Per i credenti sarà una giornata intensa di preghiera e di digiuno. Per tutti sarà un giorno di intensa riflessione e impegno di Pace. Invitiamo anche voi a farlo!

Oltre ad aderire vi invitiamo a firmare la petizione su Change.org. Ucraina, la guerra è una follia! E non dimenticatevi di appendere la bandiera della Pace alla vostra finestra.

 

Claudia Maria Travicelli

(Ex Assessore del Comune di Assisi)

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