Dipendente licenziata, l’amministrazione ribadisce la legittimità dell’atto

 
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Dipendente licenziata, l’amministrazione ribadisce la legittimità dell’atto

L’amministrazione comunale di Assisi continuerà ad adottare ogni iniziativa a difesa delle proprie decisioni e del proprio operato in merito alla vicenda della dipendente licenziata nel settembre del 2017 per assenteismo che ha innescato tre giudizi, uno penale, uno del lavoro e uno contabile. E soprattutto ribadisce, anche alla luce dell’ennesimo atto giudiziario, la piena e completa legittimità del resto già affermata sia nel primo che nel secondo grado di giudizio del lavoro, così come dai responsi della Corte dei Conti.

Con riferimento ad alcuni articoli stampa, l’amministrazione comunale, nel rispetto delle prerogative degli organi giurisdizionali che saranno chiamati ancora a esprimersi sulla questione e rispettando come ha sempre fatto qualsiasi decisione, ribadisce che la sua attività è stata, e lo è tuttora, indirizzata a contestare e combattere ogni forma di assenteismo.

Al di là di vizi formali e/o procedurali l’amministrazione comunale ritiene nella sostanza che il rispetto delle regole e del lavoro debba essere sempre osservato, e che in nessuna azienda, privata o pubblica che sia, debbano essere tollerati i furbetti del cartellino. L’amministrazione, dopo la pronuncia della Corte di Cassazione, attenderà la nuova valutazione dei giudici, se ci saranno da correggere aspetti formali della procedura disciplinare lo farà, ma questo non scalfisce le ragioni e la legittimità del licenziamento della dipendente comunale.

 

 

 

6 Commenti

  1. Brava Sindaca.
    Ora che sei anche Presidente della Provincia, vedi di fare un po’ di pulizia anche lì. In Provincia ci sono tanti “furbetti del cartellino”.
    PS: Se è stata votata, un motivo ci sarà.

  2. e invece no, in un comune relativamente piccolo dove si dovrebbe operare come in una famiglia (“TUTTI FRATELLI”) con spirito Francescano, se ci si accorge che qualcuno sbaglia (da quello che ho capito anche in maniera lieve), lo si richiama, facendo capire che non ci dovrà essere un’altra volta e quindi usare quel minimo di umanità prima di rovinare una persona per sempre. Anche perchè di sperpero di denaro pubblico ne ho visto tanto ma nessuno ha mai pagato!

  3. Gentile Brufani, non la conosco, ma “a casa sua” lei è libero di fare come gli pare con i suoi familiari: comportarsi francescanamente o essere più o meno rigido. In un Comune (che è come una azienda, perdipiú pubblica, e io ne so qualcosa) un Sindaco – e i Dirigenti – devono punire chi non si comporta bene. Se poi “la pena” è più severa “del reato” questo lo diranno i Giudici, e allora anche il Comune ne risponderà per un eventuale “provvedimento esagerato”. In caso contrario, la dipendente si troverà a pagare anche le ulteriori spese processuali.

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