Raffaele Cantone, Anac, lezione di cultura civica UniversoAssisi

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Raffaele Cantone, Anac, lezione di cultura civica UniversoAssisi

Una platea attenta e interessata ha seguito l’intervento di Raffaele Cantone, nella sua ultima uscita da presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), ieri sera, nell’Agorà di Piazza del Comune, ospite di Universo Assisi 2019.

“Combattere la corruzione non è soltanto un’esigenza giuridica – ha detto Cantone – ma anche uno strumento per incidere nella struttura del Paese, nelle sue fondamenta etiche che una volta indebolite favoriscono l’illegalità nell’economia”.

In una conversazione con Gianluigi Ricuperati ha toccato vari aspetti, l’influenza della corruzione sulla vita dei giovani, anzi sugli effetti collaterali, la testimonianza e i richiami di papa Francesco (“il Papa ha la consapevolezza dei danni della corruzione, sa che fa arricchire di più i ricchi e impoverire di più i poveri”), i miglioramenti della posizione dell’Italia dal 69 posto del 2014 al 53 di oggi nella Trasparency international,.

L’Autorità – ha spiegato Cantone – non si occupa di scoprire fenomeni di corruzione, per questo c’è la magistratura, si occupa della trasparenza, dei conflitti di interesse, del sostegno all’organizzazione dlla pubblica amministrazione: La sfida è mettere in rete strumenti per evitare che la corruzione si manifesti. Esiste anche il problema della scarsa conoscenza della cultura della pubblica amministrazione e minore è l’attenzione verso i beni pubblici e più è alta la corruzione”.

Cantone ha accertato un’accresciuta consapevolezza del fenomeno da parte dei cittadini, tantissimi sono infatti gli esposti che arrivano sul suo tavolo, e questo è un bene perché si va olte l’indignazione, è un po’ quello che è successo nella lotta alla mafia.

Durante il suo interessante intervento, Cantone ha paragonato la corruzione al doping nello sport che “altera la concorrenza e la sana competizione fra le imprese, scoraggiando investimenti ed innovazione e riducendo l’efficienza e la produttività; al tempo stesso provoca un aumento della spesa pubblica, poiché dirotta parte delle risorse, impedendone un uso corretto”.

Infine si è soffermato sui rapporti tra corruzione e potere , rapporti che vanno messi sotto la lente di ingrandimento perché “i politici non possono andare sottobraccio ai pregiudicati”.

 

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