Morto Antonio Paolucci, grande storico dell’arte e museologo

Morto Antonio Paolucci, grande storico dell’arte e museologo

Morto Antonio Paolucci – Il mondo della cultura ha subito una grande perdita con la scomparsa di Antonio Paolucci. Conosciuto per la sua profonda conoscenza della storia dell’arte e per la sua fama mondiale come museologo, Paolucci era ammirato per la chiarezza cristallina del suo pensiero. Queste parole sono state pronunciate da Eike Schmidt, ex direttore delle Gallerie degli Uffizi di Firenze e attuale direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte a Napoli, in ricordo di Paolucci. A riportare la notizia è l’Agenzia Nazionale di Stampa Associata.

Schmidt ha sottolineato come la chiarezza del pensiero di Paolucci fosse la chiave della sua capacità di comunicare concetti complessi e pensieri elevati in modo accessibile a tutti. Ha inoltre elogiato la grande umanità di Paolucci, che ha saputo guidare e ispirare i suoi colleghi nel loro lavoro. Schmidt ha ricordato come sia stato un onore per lui poter sempre contare sui consigli e sull’esempio di Paolucci.

Paolucci, che è scomparso nel tardo pomeriggio di ieri a Firenze, dove viveva e dove si terranno i funerali, ha avuto una carriera illustre nel campo dell’arte e della cultura. Ha iniziato la sua carriera nel 1969, vincendo un concorso come ispettore delle Belle Arti all’interno della Soprintendenza ai beni artistici e storici di Firenze. Nel corso della sua carriera, Paolucci ha ricoperto numerosi ruoli importanti, tra cui quello di soprintendente a Venezia, Verona, Mantova, e direttore dell’Opificio delle Pietre Dure a Firenze.

Nel 1988, Paolucci è stato nominato soprintendente ai beni artistici e storici di Firenze, Prato e Pistoia, un ruolo che lo ha portato a occuparsi dei danni al patrimonio artistico causati dall’attentato dei Georgofili alla Galleria degli Uffizi nel 1993. Dal 1955 al 1966, Paolucci ha ricoperto il ruolo di ministro per i beni culturali nel governo di Lamberto Dini.

Con l’istituzione dei poli speciali nel 2002, Paolucci è stato nominato soprintendente del Polo museale fiorentino e nel 2004 è diventato anche direttore regionale per i beni storici, artistici e paesaggistici della Toscana. Ha lasciato questi incarichi nel 2006, al compimento del suo 67esimo compleanno, a causa dei limiti di età.

Dopo il terremoto che ha colpito l’Umbria e le Marche nel 1997, Paolucci è stato nominato commissario straordinario per il restauro della basilica di San Francesco ad Assisi, che era stata danneggiata dal sisma. La scomparsa di Antonio Paolucci lascia un vuoto nel mondo della cultura e della storia dell’arte, ma il suo contributo e il suo esempio continueranno a ispirare le future generazioni.

Il sindaco Stefania Proietti e l’amministrazione comunale esprimono profondo cordoglio per la scomparsa di Antonio Paolucci, cittadino onorario della città di Assisi, ex ministro e protagonista indiscusso della cultura e dell’arte del nostro Paese. Tantissimi gli incarichi prestigiosi ricoperti nel corso della sua vita, compreso quello di commissario straordinario per il restauro della basilica di San Francesco in seguito al terremoto del 1997. Questa la motivazione con cui fu conferita il 12 luglio del 2012 la cittadinanza onoraria: “La città di Assisi, con animo grato, per avere il prof Paolucci, nei difficili momenti del terremoto, rappresentato le istituzioni con una straordinaria carica di umanità e di spirituale collegamento con il santo patrono d’Italia, conferisce l’insigne onorificenza all’uomo, allo scienziato, al cittadino che, meritoriamente, ha dimostrato di avere profonde, ideali, radici nella comunità assisana”. “La morte di Antonio Paolucci – ha affermato il sindaco – lascia un vuoto immenso nel mondo della cultura, grandissimo esperto di storia dell’arte ha diretto i più prestigiosi musei d’Italia e quando è stato ad Assisi si è impegnato con amore per far tornare la basilica al suo antico splendore”.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*