Due anni di sindacatura Proietti, Parole, parole, parole…

Assisi, morto Rino Freddii, a stroncarlo un infarto durante la notte
Rino Freddii

da Rino Freddii
Due anni di sindacatura Proietti, Parole, parole, parole…
Nel mese di giugno si concludono i primi due anni di sindacatura Proietti e credo si possa, e si debba, fare la verifica se quanto promesso in campagna elettorale è stato mantenuto, in che misura e se attualmente il modo di interpretare il ruolo di amministratori della cosa pubblica è lo stesso di sempre, oppure è migliore o peggiore. Poiché per fare ciò l’unico criterio serio e corretto da adottare è quello del raffronto tra gli impegni presi e quanto effettivamente messo in atto, non si può prescindere dal ricordare le parole-chiave utilizzate dalla Prima Cittadina per convincere gli elettori a darle fiducia. Uno dei termini usato è stato “cambiamento”.

Se per cambiamento si intende una sindaca che tiene per sé tutte le più importanti deleghe, oppure un assessore perennemente assente, se per cambiamento si intende la sconsiderata modifica della pianta organica e la “fuga” di alcuni dipendenti comunali, se sbagliare la stesura delle delibere, inanellare una serie di flop turistici, sostituire tre assessori nell’ultimo anno o inserire opere nel bilancio con finanziamenti a dir poco fantasiosi, vuol dire cambiare, ebbene sì, non vi è alcun dubbio che il cambiamento c’è stato e come, ma non certo in meglio. La seconda parola adoperata è stata “trasparenza”.

C’è qualche assisano che è informato sui perché dell’inserimento in Giunta della sig.ra Travicelli, addirittura candidata in una lista avversaria, o i perché delle sue dimissioni? Esiste un elettore che è al corrente delle motivazioni che hanno portato la Sindaca (caso, credo unico in Italia) a non votare la sua Presidente del Consiglio? C’è un cittadino che ha potuto vedere i conti di Universo Assisi o che sa come mai al Segretario Comunale si è data la possibilità di ricoprire il duplice ruolo di controllore e controllato?

Qualcuno ha avuto dei chiarimenti sulla nomina prima, e sulle dimissioni poi, di Guarducci e Rota e su cosa si siano detti i pochi privilegiati nei trenta giorni di trattative per l’individuazione dei sostituti? La risposta a questi interrogativi è no e non può essere diversamente, visto che tutte le decisioni sono state prese nelle segrete stanze (assisane e perugine) della politica, lontano da occhi e orecchie indiscreti. Altro che trasparenza!

Per quanto concerne il terzo sostantivo sfruttato in più occasioni e cioè “efficienza”: no comment. Basta entrare in qualche ufficio comunale, parlare con alcuni dipendenti, scorrere il resoconto del bilancio 2017, oppure fare un giro nel centro storico e nelle frazioni, per rendersi conto che sono trascorsi due anni nel più totale immobilismo.

Immobilismo denunciato più e più volte e ora confermato sia dai consiglieri di maggioranza, i quali all’indomani dell’ultimo rimpasto di Giunta hanno annunciato con enfasi il rilancio dell’attività amministrativa (come noto, si rilancia una cosa ferma), ma anche e soprattutto da Matarangolo, che, nel motivare le proprie (doppie) dimissioni, ha rimarcato con parole aspre e dure, l’impossibilità di portare avanti alcune iniziative. Rino Freddii

 

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4 Commenti

  1. Questa è la sua cultura caro re? Dell’offesa personale senza senso e la sua idea di democrazia? Se la pensi diversamente vieni attaccato da certi soggetti che sanno fare solo propaganda e pubblicità…ma è solo questione di tempo caro re…verrete dimenticati dopo pochi giorni anche perché da ricordare ci sarà veramente poco.

  2. Questa amministrazione non sta facendo nulla di utile per i cittadini, sono capaci solo a postare sui social le loro facce a iniziative di rappresentanza a spese dei contribuenti. Non sono capaci di programmare opere pubbliche e di avere un disegno strategico per la città! Non stanno dando priorità alle scuole, tutte senza certificato di agibilità. Giardini pubblici degradati e senza manutenzione. Si sono messi pure a sanare abusi , vedi la proloco di Capodacqua, pensando che l’acquisizione al patrimonio comunale dei manufatti abusivi e delle aree adiacenti sia il rimedio ad annullare le rilevanti responsabilità penali degli esecutori degli abusi. Il tutto in barba alla legge, che prevede un procedimento sanzionatorio per impresa, proprietario, direttore lavori ed esecutore materiale delle opere fatte senza titolo o in difformità. Le strutture prese in carico per finalità di pubblico interesse non sono utilizzabili perchè non rispettano le norme antisismiche sulle costruzioni e sarebbe interessante se impianti e scarichi siano a norma. Purtroppo siamo amministrati da dilettanti che faranno molti danni alla cittadinanza.

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