La Figlia di Che Guevara, Aleida, ad Assisi, la Lega “Non ci sta”!

Stefano Pastorelli dice la sinistra italiana vieta il Duce ma santifica Che Guevara

 
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La Figlia di Che Guevara, Aleida, ad Assisi, la Lega “Non ci sta”!

da Stefano Pastorelli
Responsabile Lega Assisi Bastia
Assisi – Apprendiamo da una testata online che la figlia di Che Guevara, Aleida, sembra torni ad Assisi in occasione della Pro Civitate Christiana.
Inizia così la riflessione indirizzata a questa redazione da parte di Stefano Pastorelli, Coordinatore della Lega per il Comprensorio di Assisi, Bastia , Cannara.e Valfabbrica.
Il tema che verrà discusso nell’incontro pubblico – continua Pastorelli – tratterà del sogno del Che e dell’attualità dei suoi valori, il che francamente stona alquanto, con la nostra bellissima Assisi, riconosciuta in ogni dove come città della Pace.

Precisiamo che non intendiamo far ricadere le colpe dei padri sui figli, ma é innegabile che Aleida Guevara condivida il passato del padre, tanto é da scrivere lei stessa un’immaginaria lettera, in cui lo elogiava: “il tuo esempio, il tuo pensiero e la tua azione sono presenti negli uomini onesti“.
Si, chi vince scrive la storia – dice il Coordinatore Leghista – ma é altrettanto vero che non cé niente di più falso e lontano, dal mito che la sinistra disegna. Per motivi storici, l’Italia è fondata sull’antifascismo ma non sull’anticomunismo, ma per appartenere alla famiglia democratico-liberale, sarebbe invece necessario dissociarsi da tutti i totalitarismi.

Per questo – si interroga il Coordinatore della Lega Pastorelli –  prima di tutto ci chiediamo se non sia fuori luogo, nonché blasfemo, l’accostamento del Che alla città di San Francesco, ed in tutto questo la sinistra assisana che posizione prende?

Non furono i compagni di partito, a firma Fiano, nel 2017 a promuovere un disegno di legge ancor più rigido contro l’apologia del fascismo?
Allora chiediamo: non fu Che Guevara personalmente coinvolto in non meno di 144 esecuzioni sommarie, favorevole a una guerra nucleare con gli Stati Uniti anche al prezzo di sterminare l’intera popolazione cubana, promotore dei campi di lavoro forzato per “rieducare” i giovani, acerrimo avversario della musica e delle mode moderne, principale istigatore di ogni forma di repressione?

Non si finiva in campi di concentramento solo per ascoltare musica rock, indossare jeans o usare termini anglosassoni, cacciando per strada i “capelloni” o chi era troppo alla moda? Non fu il Che a introdurre a Cuba i lager nei quali finivano dissidenti, omosessuali, cattolici, testimoni di Geova, sacerdoti afro-cubani e altri ancora. Lager per tutti.

Il Che – continua Pastorelli riassumendo questa parte di storia in alcune citazioni del dittatore – asseriva: “Ho giurato davanti al ritratto del vecchio compagno Stalin di non mollare fino a quando non avrò annientato questi polipi capitalisti”; “per costruire il comunismo occorre creare l’uomo nuovo”, il Che ammetteva come unica musica permessa ai giovani “i cantici rivoluzionari”, ricordando loro che dovevano “concentrarsi sul lavoro, sullo studio e sul fucile (…) abituandosi a pensare e agire come una massa, seguendo le iniziative (…) dei nostri capi supremi”.

E allora chiediamo ancora, cosa c’é di liberale in quest uomo per la sinistra, e quanti giovani che pure indossano le magliette con il volto del Che sarebbero disposti a seguire un programma di vita nello stile del Che?

Signori – conclude Pastorelli – se questa non é la storia che avete studiato voi, ci chiediamo quale storia avete intenzione di raccontarci. Il Che Guevara che la sinistra utilizza come santino, è lontanissimo dal mito propagandistico che ha sempre professato.

Abbiamo visto che a distanza di 70 anni la sinistra si sente in pericolo verso il fascismo, ma perché lo stesso metro di giudizio non viene adottato anche verso i crimini contro l’umanità commessi anche e non solo dal Che e dal comunismo in genere? Ma del resto questa non é altro che la solita contraddizione della sinistra italiana, che vieta il Duce ma santifica Che Guevara.

Ci aspettiamo ad ogni modo spiegazioni riguardo tale evento, ed invitiamo caldamente gli organizzatori ad una valutazione più attenta sulla definizione dell’evento stesso e la scelta degli invitati, e soprattutto una eventuale ricollocazione evitando di strumentalizzare e di bestemmiare il nome di Assisi e di chi lo ha portato in auge, ossia, San Francesco, lui si, Santo.

9 Commenti

  1. Scusi se mi intrometto, per prima cosa mi congratulo con lei, almeno dimostra interessamento al problema gli altri (forza Italia e Fratelli d’italia) dormono sui “passati” allori, ma il suo intervento non mi è chiaro, l’anacronismo che lei denuncia sta nella posizione della Lega, nel messaggio del Che o in entrambe?

  2. Se la Lega “Non ci sta” ce ne faremo una ragione! Credo che se San Francesco fosse ancora vivo, come modus pensandi, sarebbe più vicino al Che che alla Lega notoriamente disposta alla non accoglienza di poveretti che lascerebbe oltretutto in mezzo al mare. Poi queste disquisizioni alquanto fantasiose, sull’essere democratici, fatte dagli amichetti della Marine Le Pen…..per favore un minimo di buongusto! A Pastorelli vorrei ricordare, visto che si dichiara conoscitore della Storia, che c’è una bella differenza tra il Duce (che in Italia ha fatto tanto del bene, occorreva chiederlo per esempio a mio suocero che è stato internato nel campo di concentramento di Buchenwald) e i comunisti che, oltre aver lottato nella Resistenza, hanno scritto, insieme ad altri, la più bella Costituzione del mondo….ovviamente antifascista. Se ne faccia una ragione il celodurista Pastorelli e qualche altro suo amico che ha percorso l’intero arco costituzionale.

  3. Caro dott.Giorgio Croce certo che per abbinare San Francesco a Che Guevara ce ne vuole di coraggio!! Non mi risulta che il nostro amato Santo abbia mai ucciso o fatto uccidere nessuno né fatto internare chi non la pensava come lui. Ma a parte questa elementare e semplicistica differenza che qualsiasi persona può capire altro fastidio è dato dal parlare sempre di ciò che purtroppo è accaduto sotto il regime fascista ma mai di ciò il regime comunista ha fatto all’interno dei loro campi di concentramento…di quanto milioni di morti ci sono stati in tutti i paesi filocomunisti e dove tutt’ Ora ci sono regimi che di democratico non hanno nulla. Giri un po’ il mondo caro il nostro sig. Croce e si renderà conto che mentre il fascismo ringraziando Dio non esiste più e mai tornerà il comunismo esiste ancora e di che tinta!!! Poi ognuno è libero di invitare chi vuole compresa la figlia di Che Guevara ma non associ il sacro con il profano. Onestà intellettuale dott.Croce.

  4. Premettendo che non ho titoli accademici e quindi dott. non mi compete, le rispondo volentieri anche perché si firma senza pseudonimo (come faccio io del resto). Ribadisco il mio pensiero che se San Francesco fosse vivo continuerebbe stare dalla parte dei più deboli come ha sempre fatto il Che. Non c’è niente di scandaloso ne di blasfemo asserendo ciò visto che la stessa Chiesa, nel Centro- Sud America, quella che seguiva la Teologia della Liberazione aveva scelto con chi stare. E se diversi regimi, di diversi colori, nella loro storia hanno causato vittime dobbiamo ricordare che anche la stessa Chiesa, nella propria storia, ne ha causate tante. Anzi credo che, in alcuni casi, continui a causarne, per esempio con la piaga della pedofilia. Un po’ anch’io ho girato il mondo e ho visto realtà differenti e ho potuto trarre le mie valutazioni. Non credo proprio non ci sia più il pericolo di regimi fascisti, di rigurgiti in tal senso ne è piena l’Europa ed il mondo, le varie storie di desaparecidos o di golpe non sono poi così antiche . Per quanto riguarda la parte dei cosiddetti “regimi comunisti” dell’ex Unione Sovietica, io ci sono stato prima della caduta del Muro e all’aeroporto mi è stato bloccato il Manifesto quotidiano comunista, mentre facevano entrare i giornali di destra, perché i comunisti occidentali criticavano questi regimi definiti non più comunisti, bensì post-rivoluzionari, perché ormai sclerotizzati. Sono stato anche anche a Cuba, dove ho visto gente povera, ma dignitosa e comunque non infelice. Certo, sopportavano lunghi anni di embargo, tentativi di golpe e armamenti nemici sul proprio territorio da parte dei “democratici” USA, gli stessi USA che non facevano entrare sul proprio territorio nessuno che avesse una tessera di partito comunista o semplicemente simpatizzasse per questa idea (Dario Fo’ per molti anni, anche se invitato dalle Università americane, non ha potuto entrare negli USA). A Cuba ho scoperto tante realtà di eccellenza per quanto riguarda la sanità (questo grazie anche al Che) ed una situazione di assoluta parità riguardo le varie etnie: per esempio era bello incontrare scolaresche formate da bambini con la pelle dei diversi colori che, coi loro maestri, andavano a far merenda nelle coppelie (gelaterie). Sono stato anche in paesi, non certo “comunisti” dove ho visto situazioni senza speranza. Ma comunque torniamo in Italia dove, innegabilmente, i fascisti sono stati una disgrazia ed invece i comunisti, hanno collaborato alla Liberazione, sono stati, insieme ad altri, gli estensori della Costituzione, i sostenitori dei diritti civili e amministratori validi. Vede, sig. Neri, a me fanno molta paura gli amici della Le Pen o il partito di Pillon, che col suo ddl vuole riportarci nel medioevo, mentre mi fa un gran piacere ascoltare, come già accaduto, Aleida che parla, sempre dalla parte della gente umile, dei suoi progetti di medicina per il suo popolo. Grazie per l’attenzione

  5. Girare il mondo è bello ed istruttivo ed è anche soggettivo xché anche io sono stato a Cuba e sinceramente non ho visto tutta questa felicità di cui lei parla. Come non sono d’accordo nello sventolare lo spettro di un ritorno al fascismo solo xché in Italia ed in Europa i partiti di centro destra stanno avendo consensi maggiori che in passato. Si chiama democrazia sig. Croce. Il popolo vota liberamente e democraticamente e chi viene eletto è legittimato a governare. Le dirò di più..l’italia è l’Europa in generale non è ne razzista ne xenofoba. Ma dovrà convenire con me che l’immigrazione và organizzata..coordinata…controllata per quanto possibile per non permettere a soggetti non “desiderati” di raggiungere i nostri territori per poter delinquere liberamente. Non ci vedo nulla di strano nel controllare chi arriva…nell’evitare che cadano nella rete della malavita..nel non creare baraccopoli squallide dove droga prostituzione ecc..la fanno da padrona. No sig. Croce…la gente non vuole questo. Quindi inutile fare i buonisti senza capire che facendo arrivare tutti indistintamente stiamo creando dei nuovi schiavi e creeremo una bomba sociale pronta ad esplodere in qualsiasi momento. Smettiamola di parlare ancora di fascismo e comunismo…sono concetti sorpassati…bocciati dalla storia. Concentriamoci sulla soluzione dei problemi ma senza falsi moralismi e falsi buonismi. Mi piacerebbe sapere quanti di questi signori che vanno in piazza a manifestare a favore dell’immigrazione selvaggia abbiano mai ospitato a casa loro un extracomunitario…dato loro da mangiare…dato un comodo letto invece di farli dormire sotto i teloni alla stazione di Milano o Roma Termini. Non facciamo gli ipocriti altrimenti ci prendiamo in giro….buona serata a Lei.

  6. Posso convenire che gli immigrati non si possano lasciare in balia di chiunque, ma sopratutto non si possono lasciar annegare. Come mai questo governo è andato all’attacco di tutte le esperienze d’inserimento? (Interessante a tal proposito il contributo di Pagliaro per la trasmissione Otto e mezzo) “Quelli che vanno in piazza”, come li chiama lei, probabilmente non sa che molti di loro sono impegnati nel volontariato ed altri praticano il giusto diritto di opinione.
    Per quanto riguarda Cuba, abbiamo sguardi diversi, peraltro ci sono anche tanti modi diversi di andare a Cuba. Sulle condanne che la Storia fa, non riesco a stare tranquillo visto che la memoria umana è corta. Comunque la ringrazio di questo scambio di idee; credo sia utile smetterla qui per non tediare ulteriormente i lettori. Le auguro una buona vita.

  7. Finché lo scambio di idee rimane nell’ambito del reciproco rispetto e dell’educazione sia sempre il ben venuto. Se è vero che le diversità anche di opinioni arricchiscono…… . Buona vita anche a lei.

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